Secondo le previsioni del McKinsey Global Institute, la metà delle attività che si svolgono oggi nelle catene di approvvigionamento dovrebbe essere automatizzata entro il 2055.
Le aziende sono pronte? Secondo le rilevazioni del McKinsey Institute, scarseggiano le competenze necessarie che dovranno essere acquisite.
La strada da percorrere, per sviluppare le competenze di cui le aziende hanno bisogno per gestire le catene di approvvigionamento, è ancora lunga. Lo afferma uno studio McKinsey che analizza il rapporto tra capacità e performance delle Digital Supply Chain.
Dalle rilevazioni di McKinsey, le skill richieste per gestire in maniera ottimale il cambiamento previsto scarseggiano all’interno delle aziende che hanno bisogno di attivarsi per sviluppare le professionalità adeguate con programmi di formazione innovativi ed efficaci.
I lavoratori, infatti, dovranno essere riassegnati e riqualificati e senza una chiara analisi delle loro competenze e capacità attuali così come delle loro future esigenze di competenze, i team che si occupano della catena di approvvigionamento sono destinati a navigare a vista.
Molte organizzazioni stanno provando a riqualificare e ridistribuire la forza lavoro per raggiungere i livelli di competenza richiesti.
Se nel 2017, quasi il 60% dei professionisti della Supply Chain si dichiarava…

Se nel 2017, quasi il 60% dei professionisti della Supply Chain si dichiarava competente principalmente in un’area, oggi, solo il 30% delle persone ha un profilo così ristretto, mentre il 28% è in grado di operare in più aree.
In alcuni casi le aziende si stanno affidando a talenti esterni all’organizzazione per colmare il gap di competenze nell’immediato ma questa pratica, soprattutto in un settore così specifico, risulta molto più costosa rispetto all’impiego di risorse interne.
Un progetto concreto di sviluppo delle competenze
McKinsey cita il caso di un’azienda che ha intrapreso un percorso biennale per migliorare le competenze dei dipendenti, molti dei quali avevano lavorato nell’organizzazione per 20 o 30 anni. L’azienda ha progettato una roadmap con percorsi di apprendimento in più fasi e con iniziative formative erogate tramite video e formazione a distanza (sempre garantendo l’interazione con docenti esperti).
In un secondo momento, alcuni membri del team sono stati invitati a diventare formatori nell’academy interna, contribuendo a sviluppare le capacità e le competenze dei colleghi.
I risultati? I partecipanti hanno migliorato le proprie prestazioni in media di 20 punti percentuali e l’azienda ha istituito un pool permanente di formatori interni in modo tale da poter ottimizzare sempre i tempi di adeguamento alle innovazioni introdotte.

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