Si sente sempre più spesso parlare di obiettivi in ogni ambito della vita, dal lavoro alla vita privata. Ci sono gli obiettivi aziendali, quelli di carriera, gli obiettivi di vita…
Una definizione ampiamente riconosciuta definisce gli obiettivi come i risultati che vogliamo ottenere e che, qualcuno aggiungerebbe, “devono essere SMART” Specific, Measurable, Achievable (raggiungibile), Relevant (rilevante), Time-based (basato sul tempo).
Più chiaro no? Non proprio.
Perché in effetti gli obiettivi sono qualcosa di più.
Gli obiettivi sono l’idea che abbiamo di come ci sentiremo quando li avremo raggiunti.
Il problema è che, spesso, non siamo in grado di definire degli obiettivi che rispecchino i nostri reali desideri. Pensiamo di voler raggiungere qualcosa e ci affaccendiamo per ottenerla salvo poi sentirci nuovamente vuoti dopo pochi giorni.
Perché succede questo quando scegli i tuoi obiettivi?
Perché, il più delle volte, non attiviamo una reale riflessione su noi stessi facendoci trascinare da ciò che ci circonda, da ciò che gli altri ritengono sia meglio per noi: i nostri genitori, il nostro partner, il nostro capo.
Questo avviene perché spesso, gli obiettivi che ci poniamo sono razionali e derivati più da quello che vogliamo dimostrare che da quello che vogliamo realmente essere.
Ci convinciamo che saremo felici solo se raggiungeremo un certo traguardo e leghiamo la nostra felicità ad uno stato emotivo futuro. Errore comune.
Come se ne esce?
Iniziando a dedicare dei momenti di riflessione a noi stessi in modo da capire quali sono gli stati emotivi che desideriamo davvero provare durante le nostre giornate. Non si tratta, allora, di definire traguardi ma di “definire emozioni”
Il primo passo consiste nel far emergere in superficie quelle che sono le esperienze e gli stati emotivi che desideriamo davvero vivere ogni giorno nella nostra vita.
Non dobbiamo quindi partire dai traguardi che vogliamo raggiungere, ma piuttosto dalle emozioni che vogliamo provare.
Da dove iniziare?
Prima di idealizzare un obiettivo, chiediamoci quale emozione pensiamo di ottenere una volta che lo raggiungeremo…

Quando avremo identificato il modo in cui crediamo che ci potremo sentire, lasciamo andare il pensiero dell’obiettivo che vogliamo raggiungere e rimaniamo nel nostro presente con l’emozione che vogliamo provare.
Praticare il benessere nel momento presente, oltre ad avere benefici sul piano fisico, ci aiuta a non vivere con agitazione il verificarsi di ritardi o imprevisti che ci allontanano da quel nostro obiettivo.
Vivere nel presente l’emozione che vorremmo provare prima ancora di aver concretamente raggiunto l’obiettivo, aiuta a sentirci meritevoli a prescindere da ciò che avviene al di fuori di noi e questo può interamente modificare tutte le nostre convinzioni.
Può capitare, infatti, che nel momento in cui la nostra emozione positiva entra a far parte della nostra vita, quell’obiettivo perda di valore, proprio perché abbiamo attribuito a qualcosa che ancora deve verificarsi, tutto il nostro benessere. Quando accade questo, significa che l’obiettivo che c’eravamo posti non era coerente con la nostra reale natura. La sensazione, ad esempio, di realizzazione, che molti attribuiscono alla crescita lavorativa, può arrivare da tanti altri settori della vita che smettiamo di guardare e curare proprio mentre affannosamente rincorriamo quel sopravvalutato obiettivo.
Perché il nostro vero traguardo non è mai quel determinato oggetto, quel determinato lavoro o quella determinata persona, ma quello che proveremmo una volta raggiunto quell’oggetto, quel lavoro o quella persona.
Non rincorriamo mai cose, ma emozioni corrispondenti.
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